Epistola al lettore, di Thomas Manton
Epistola di Manton al Lettore
Epistola di Thomas Manton al Lettore come introduzione agli Standards di Westminster
Nota di westminster1647.com. Thomas Manton (1620-1677), ministro puritano di Londra, scrisse questa epistola per la seconda edizione della Confessione di fede e dei Catechismi, pubblicata a Londra nel 1658. In essa esorta i capifamiglia a insegnare questi documenti ai loro figli e servi, e propone loro un ordine: prima il Catechismo Minore, poi il Maggiore e, infine, la Confessione di fede.
Lettore cristiano, non posso supporre che tu sia così estraneo all'Inghilterra da ignorare la lagnanza generale sulla decadenza del potere della pietà, e più specialmente sulla grande corruzione della gioventù. Dovunque tu vada, udrai gli uomini lamentarsi dei figli cattivi e dei servi cattivi; mentre, in realtà, la fonte del male va cercata un po' più in alto: sono i cattivi genitori e i cattivi maestri che fanno figli cattivi e servi cattivi; e non possiamo incolpare tanto la loro ottusità quanto la nostra propria negligenza nella loro educazione.
Il diavolo nutre un grande rancore verso il regno di Cristo, e non conosce un modo così spiccio per schiacciarlo sul nascere quanto la corruzione della gioventù, e la soppiantazione dei doveri familiari. Attacca tutti i doveri che sono pubblici nelle assemblee dei santi; ma questi sono troppo ben protetti dai solenni comandi e dall'estremo mandato di Gesù Cristo, perché possa sperare di sovvertirli e minarli del tutto; ma attacca i doveri familiari con maggior successo, perché l'istituzione non è così solenne, e la pratica non è considerata così seriamente e coscienziosamente come dovrebbe, e l'omissione non è così suscettibile di essere notata e censurata pubblicamente.
La religione si formò dapprima nelle famiglie, ed è là che il diavolo cerca di schiacciarla; le famiglie dei patriarchi erano tutte le chiese che Dio aveva nel mondo in quel tempo; e perciò, (suppongo) quando Caino uscì dalla famiglia di Adamo, si dice che uscì dalla presenza del Signore, Genesi 4:16.
Per il presente: La famiglia è il seminario della Chiesa e dello Stato; e se i figli non vi ricevono buoni princìpi, tutto fallisce: un difetto nel primo impasto non si corregge nel secondo; se i giovani sono mal educati in famiglia, riescono male nella Chiesa e nello Stato; là sta la prima formazione o il primo stampo, e il presagio che le loro vite future saranno tratte da lì, Proverbi 20:11. Per mezzo della disciplina familiare si formano gli ufficiali per la Chiesa, 1 Timoteo 3:4, Chi governa bene la propria casa, ecc.; e là si allevano uomini in sottomissione e ubbidienza. Si nota, Atti 21:5, che i discepoli accompagnarono Paolo per la sua via con le loro mogli e i loro figli; i loro figli probabilmente sono menzionati, per far intendere che i loro genitori, con il proprio esempio e l'affettuoso commiato da Paolo, li avrebbero educati a una forma di riverenza e rispetto verso i pastori della Chiesa.
Per il futuro: È confortante, certo, vedere un vivaio fiorente di giovani piante, e avere la speranza che Dio avrà un popolo che lo serva quando noi saremo morti e scomparsi: il popolo di Dio si consolò in ciò, Salmi 102:28, I figli dei tuoi servi continueranno, ecc.
Sulla base di tutte queste considerazioni, quanto devono essere solleciti i ministri e i padri di famiglia nell'educare i giovani mentre sono ancora flessibili e, come cera, capaci di ogni forma e impressione, nella conoscenza e nel timore di Dio; e insieme inculcare i princìpi della nostra santissima fede, così come sono riassunti nei catechismi, e così posti dinanzi alla coscienza! Certamente questi semi di verità piantati nel campo della memoria, se non operano altro, saranno almeno un gran freno e una briglia per essa, e, come il versare acqua fredda arresta il bollore della pentola, plachino un poco i fervori delle concupiscenze e passioni giovanili.
Dopo questa supplica, avevo deciso di raccomandarvi con la massima serietà l'opera della catechesi e, come aiuto adeguato, l'utilità di questo libro, così stampato con le Scritture complete; ma imbattendomi in una lettera privata di un teologo assai dotto e pio, in cui quest'opera è eccellentemente trattata, ed essendo essa a mia disposizione, mi arrischierò a trascriverne una parte e offrirla alla vista del pubblico.
Ora, il diavolo sa che questo è un colpo alla radice, e un modo facile di impedire la successione delle Chiese: se può sovvertire le famiglie, le altre società e comunità non fioriranno né sussisteranno a lungo con qualche potere e vigore; poiché là è il tronco da cui si riforniscono sia per il presente sia per il futuro.
Avendo l'autore lamentato le grandi distrazioni, corruzioni e divisioni che vi sono nella Chiesa, così rappresenta la causa e il rimedio: Fra le altre, una causa principale di questi mali è la grande e comune negligenza dei governanti delle famiglie, nell'adempimento di quel dovere che devono a Dio per le anime a loro affidate, specialmente nell'insegnamento della dottrina del cristianesimo. Le famiglie sono società che devono essere santificate a Dio proprio come le Chiese; e i loro governanti hanno un incarico tanto reale delle anime che vi sono, quanto i pastori hanno delle Chiese. Ma, ahimè, quanto poco ciò è considerato o tenuto in conto!
Ma mentre i ministri negligenti sono (meritatamente) rimossi dai loro incarichi, i trascurati capifamiglia si considerano quasi irreprensibili. Offrono i loro figli a Dio nel battesimo, e là promettono di insegnare loro la dottrina del vangelo, e di educarli nella disciplina del Signore; ma facilmente promettono, e facilmente la infrangono; ed educano i loro figli per il mondo e la carne, sebbene vi abbiano rinunciato, e li abbiano dedicati a Dio.
Questa rottura del patto con Dio, e il tradimento delle anime dei loro figli al diavolo, deve pesare su di loro qui o nel futuro. Generano figli e mantengono famiglie soltanto per il mondo e la carne; ma poco considerano l'incarico loro affidato, e che cosa significhi educare un figlio per Dio, e governare una famiglia come una società santificata.
Oh, quanto dolce e proficua sarebbe l'opera di Dio se tutti ci unissimo nei nostri luoghi per promuoverla! Non vi sarebbe tanto bisogno di affannarsi per inviare predicatori; ma essi potrebbero trovare che la parte dell'opera che spetta loro è sufficiente per essi, e che è la migliore in cui possano essere impiegati. Specialmente le donne devono avere cura di questo dovere; poiché essendo più vicine ai loro figli, e avendo occasioni precoci e frequenti per istruirli, questo è il principale servizio che possono rendere a Dio in questo mondo, essendo escluse da altro lavoro pubblico. E, senza dubbio, molti eccellenti magistrati sono stati dati allo Stato, e molti eccellenti pastori alla Chiesa, e molti preziosi santi al cielo, grazie ai felici preparativi di una santa educazione, forse per opera di una donna che si considerava inutile e inservibile per la Chiesa.
Se i genitori cominciassero per tempo, e si sforzassero di toccare i cuori dei loro figli con le grandi cose della vita eterna, e li familiarizzassero con la sostanza della dottrina di Cristo, e, quando trovassero in essi la conoscenza e l'amore di Cristo, li conducessero allora ai pastori della Chiesa per essere provati, confermati e ammessi agli altri privilegi della Chiesa, che Chiese felici e ben ordinate potremmo avere!
Allora non sarebbe necessario porre un solo pastore a fare il lavoro di due o trecento o mille governanti di famiglie, né tanto meno a insegnare ai loro figli i princìpi che avrebbero dovuto insegnare loro molto prima; né dovremmo predicare a tante anime misere e ignoranti, che non sono preparate dall'educazione a comprenderci; né dovremmo avere la necessità di escludere dalla santa comunione tanti a causa dell'ignoranza, che ancora non hanno la grazia di sentirla e lamentarla, né l'ingegno e la pazienza per attendere in uno stato di apprendimento, finché non siano pronti a essere concittadini dei santi e della casa di Dio.
Ma ora vengono a noi con una presunzione invecchiata, essendo più che fanciulli, e ancor peggio di fanciulli; avendo l'ignoranza dei fanciulli, ma avendo perduto la docilità dei fanciulli; e si credono sapienti, sì, abbastanza sapienti da litigare con il più sapiente dei loro maestri, perché hanno vissuto abbastanza a lungo da essere stati sapienti, e la prova della loro conoscenza è la loro invecchiata ignoranza; e sono più pronti a insorgere contro di noi per i privilegi della Chiesa, che a imparare da noi, e ubbidire alle nostre istruzioni, finché non siano preparati ad esse, affinché facciano loro bene; come i maledetti ladruncoli, che ci strappano di mano il boccone per la loro carne, e ce lo tolgono dalle mani; e non come i fanciulli, che aspettano finché non glielo diamo. I genitori li hanno tanto abituati a essere ribelli, che i ministri non hanno da trattare se non con ribelli.
Ed è per mancanza di questo fondamento ben posto al principio, che gli stessi professanti sono così ignoranti come la maggioranza, e che molti, specialmente fra i più giovani, ingoiano quasi ogni errore che viene loro offerto, e seguono qualsiasi setta di divisori che li attragga, purché con serietà e plausibilità. Poiché, ahimè, sebbene per grazia di Dio i loro cuori possano mutare in un'ora, (purché non comprendano se non l'essenziale della fede) tuttavia i loro intelletti devono avere tempo e diligenza per fornire loro una conoscenza che li stabilisca e li fortifichi contro gli inganni.
Per queste e molte altre simili considerazioni, dobbiamo supplicare tutte le famiglie cristiane di applicarsi maggiormente a quest'opera necessaria, e di familiarizzarsi meglio con la sostanza del cristianesimo. E, a tal fine, (portando con sé alcuni trattati commoventi per risvegliare il cuore) non so quale opera sarebbe più adatta al loro uso di quella compilata dall'Assemblea di Westminster; un Sinodo di teologi così pii e giudiziosi (nonostante tutte le amare parole che hanno ricevuto da uomini scontenti e presuntuosi) che, in verità, credo l'Inghilterra non abbia mai visto l'eguale. Sebbene ebbero la disgrazia di essere impiegati in tempi calamitosi, quando il fragore delle guerre tappava le orecchie degli uomini, e la licenza delle guerre dava libero sfogo a ogni lingua e penna indecorosa per biasimarli, e il proseguimento e gli eventi di quelle guerre esasperavano uomini parzialmente scontenti a disonorare sé stessi cercando di disonorare loro; oso dire che se nei giorni antichi, quando i concili avevano potere e considerazione, si fosse avuto un concilio di vescovi come fu questo di presbiteri, la fama di esso per dottrina e santità, e ogni abilità ministeriale, sarebbe stata tramandata alla posterità con grande onore.
Perciò desidero che tutti i capifamiglia studino bene quest'opera prima essi stessi, e poi la insegnino ai loro figli e servi, secondo le loro diverse capacità. E, se una volta comprendono questi fondamenti della religione, potranno leggere altri libri con maggiore comprensione, e ascoltare i sermoni più proficuamente, e conferire più giudiziosamente, e sostenere la dottrina di Cristo più fermamente, di quanto potranno mai fare per qualsiasi altra via. Prima, che leggano e imparino il Catechismo Minore, poi il Maggiore, e infine, che leggano la Confessione di Fede.
Fin qui egli, il cui nome celerò (sebbene l'eccellenza dell'argomento e lo stile presente lo riveleranno facilmente), poiché l'ho pubblicato senza la sua intimità e il suo consenso, sebbene, spero, non contro il suo gradimento e la sua approvazione.
Non aggiungerò altro, se non che sono il tuo servo nell'opera del Signore,
Tuo servo, nell'opera del Signore,
THOMAS MANTON