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Presentazione

Forma del governo presbiteriano della Chiesa - Westminster 1645

Forma del governo presbiteriano della Chiesa dell'Assemblea di Westminster (1645), con audio e PDF gratuito: struttura ecclesiastica in presbiteri e sinodi, e governo degli anziani

Presentazione di westminster1647.com: non fa parte dei documenti dell'Assemblea di Westminster.

Poche dottrine hanno sofferto tanto quanto la dottrina della Chiesa, e da estremi opposti. La Chiesa di Roma ha esaltato la Chiesa fino agli altari, mettendola al posto che spetta solo a Cristo: l'ha fatta signora della Scrittura e dispensatrice della salvezza. Buona parte del mondo evangelico è caduta nell'estremo contrario: ha a malapena una dottrina della Chiesa, la riduce a una riunione di credenti al servizio della fede individuale, e considera il suo governo una questione secondaria, di organizzazione o di gusto, che ogni comunità risolve come le sembra più pratico. L'Assemblea di Westminster seguì fra i due la via della Scrittura: la Chiesa non è signora di nessuno, ma neppure se ne può fare a meno, perché è il regno di Cristo, e il suo Re non l'ha lasciata senza legge: «Il Signore Gesù, come re e capo della sua chiesa, ha in essa istituito un governo, nelle mani di ufficiali ecclesiastici, distinto dal magistrato civile» (CFW 30.1).

Non è un caso che le chiese nate da questa tradizione non portino il nome di un uomo, ma quello di un ufficio biblico. Si chiamano presbiteriane perché sono convinte che il governo per mezzo di presbiteri, cioè di anziani, sia quello che Cristo stabilì per la sua Chiesa. La domanda di fondo non è chi comanda nella Chiesa, ma se Cristo regna in essa. Per questo la Prefazione della Forma di Governo non comincia parlando della Chiesa, ma di Lui: «GESÙ CRISTO, sulle cui spalle è il governo».

Nessuna questione occupò tanto tempo all'Assemblea né la divise tanto. I teologi dovettero difendere il governo presbiteriano su due fronti contemporaneamente. Contro la prelatura — ciò che oggi chiamiamo governo episcopale —, il governo della Chiesa per mezzo di vescovi che aveva dominato la Chiesa d'Inghilterra e che il Parlamento aveva appena respinto. E contro l'indipendentismo — oggi, governo congregazionale — di un gruppo di membri della stessa Assemblea, i cosiddetti «fratelli dissenzienti», fra i quali Thomas Goodwin e Philip Nye, che sostenevano che ogni congregazione è pienamente autonoma. L'Assemblea concluse la Forma di Governo dopo lunghi dibattiti, e la Chiesa di Scozia la approvò nel 1645.

Contro la prelatura, la Forma di Governo mostra che nel Nuovo Testamento «anziano» (presbitero) e «vescovo» sono due nomi del medesimo ufficio, non due gradi di una gerarchia. Paolo manda a chiamare «gli anziani della chiesa» di Efeso e dice loro che lo Spirito Santo li ha costituiti «vescovi» (At 20:17, 28); a Tito dà l'incarico di costituire anziani in ogni città e, nel descriverne i requisiti, li chiama vescovi (Tt 1:5-7). Non c'è nella Scrittura un vescovo che governi sopra i presbiteri, e tanto meno un capo visibile di tutta la Chiesa: il suo unico Capo è Cristo (Ef 1:22). Lo stesso Pietro, lungi dal rivendicare un primato, si presenta come «anziano con loro» e comanda agli anziani di pascere la greggia «non come signoreggiando» su di essa (1 Pt 5:1-3).

Contro l'indipendentismo, la Forma di Governo mostra che le congregazioni non sono isole. Quando sorse ad Antiochia una controversia che divideva la Chiesa, non fu risolta lì, ma fu portata a Gerusalemme, dove «gli apostoli e gli anziani si raunarono, per provvedere a questo fatto» (At 15:6); e ciò che decisero non fu un consiglio che ogni chiesa potesse accettare o respingere, ma «gli statuti determinati dagli apostoli, e dagli anziani», che si ordinava alle chiese «d’osservar» (At 16:4). Perciò la Forma di Governo afferma che «è legittimo e conforme alla Parola di Dio, per il governo della chiesa, che vi sia la subordinazione delle assemblee congregazionali, presbiterali, provinciali e nazionali». Né la congregazione è governata per votazione di tutti i suoi membri: Cristo vi ha posto anziani che governano (1 Tm 5:17) e ai quali il popolo deve ubbidire nel Signore (Eb 13:17).

Non si tratta di negare la pietà di coloro che hanno pensato diversamente: molti indipendenti furono uomini pii, e l'Assemblea discusse con loro come con fratelli. Si tratta di chiedersi che cosa Cristo ha stabilito nella sua Parola. E la questione non è teorica. Dove manca il governo biblico, la Chiesa finisce sottomessa alla volontà di un solo uomo, sia esso un vescovo o un pastore carismatico che non rende conto a nessuno, oppure frammentata in congregazioni isolate, senza nessuno a cui appellarsi quando si commette un'ingiustizia e senza una disciplina che protegga il gregge e i suoi pastori. Il governo presbiteriano offre ciò che la Scrittura insegna: pluralità di anziani, uguaglianza fra i ministri, assemblee alle quali ci si può appellare e la sottomissione di tutti alla Parola.

La Forma di Governo tratta della Chiesa e dei suoi ufficiali (pastori, dottori, anziani governanti e diaconi), delle congregazioni particolari, delle assemblee che governano la Chiesa e dell'ordinazione dei ministri. La precede la Prefazione con cui l'Assemblea la presentò.