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La sua fervente richiesta di riconciliazione

La sua fervente richiesta di riconciliazione

Somma della conoscenza salvifica di David Dickson e James Durham, con audio e PDF gratuito: trattato teologico riformato sul Vangelo e la salvezza

La seconda garanzia e motivo speciale per abbracciare Cristo e credere in lui, è la fervente richiesta che Dio ci fa di riconciliarci con lui in Cristo, come indicato in 2 Corinzi 5:14,19,20,21.

Dio era in Cristo, riconciliando il mondo con sé stesso, non imputando loro le proprie colpe; e ha affidato a noi la parola della riconciliazione. Versetto 20. Ora dunque, siamo ambasciatori di Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo di riconciliarvi con Dio. Versetto 21. Poiché colui che non conobbe peccato, lo fece peccato per noi, affinché fossimo fatti giustizia di Dio in lui.

Dove l'apostolo ci insegna queste nove dottrine:

Primo, che il mondo eletto, ossia il mondo delle anime redente, è per natura in stato di inimicizia con Dio: questo è presupposto nella parola riconciliazione; poiché la riconciliazione, ossia il rinnovamento dell'amicizia, non può darsi se non fra coloro che sono stati in inimicizia.

Secondo, che in tutto il tempo passato, dalla caduta di Adamo, Cristo Gesù, il Figlio eterno di Dio, come Mediatore, e il Padre in lui, è stato a fare amicizia (mediante la sua parola e il suo Spirito) fra sé e il mondo eletto: Dio (dice) era in Cristo, riconciliando il mondo con sé stesso.

Terzo, che la via della riconciliazione è stata in tutte le epoche una e la medesima in sostanza, cioè, perdonando i peccati di coloro che riconoscono i propri peccati e la propria inimicizia con Dio, e cercano la riconciliazione e la remissione dei peccati in Cristo: Poiché Dio (dice) era in Cristo, riconciliando il mondo con sé stesso, non imputando loro i propri peccati.

Quarto, che il fine e la portata del vangelo, e di tutta la Parola di Dio, sono triplici: (1.) Serve a rendere le persone consapevoli dei propri peccati e della propria inimicizia con Dio, e del pericolo in cui si trovano se restano indifferenti e non temono il dispiacere di Dio. (2.) La Parola di Dio serve a far conoscere agli uomini la via che Dio ha preparato per stringere amicizia con loro per mezzo di Cristo, cioè, che se gli uomini riconoscono l'inimicizia, e si accontentano di entrare in un patto di amicizia con Dio per mezzo di Cristo, allora Dio si accontenterà di riconciliarsi liberamente con loro. (3.) La Parola di Dio serve a insegnare agli uomini come comportarsi con Dio, da amici, dopo essersi riconciliati con lui, cioè, non peccare contro di lui, e sforzarsi di cuore di ubbidire ai suoi comandamenti: e per questo la Parola di Dio è qui chiamata parola di riconciliazione, perché ci insegna quale necessità abbiamo di riconciliazione, e come farla, e come custodire la riconciliazione di amicizia, fatta con Dio per mezzo di Cristo.

Quinto, che sebbene l'udire, credere e ubbidire a questa parola appartenga a tutti coloro a cui giunge questo vangelo; tuttavia l'ufficio di predicarlo con autorità non appartiene a nessuno, se non a coloro che Dio chiama al proprio ministero e manda con incarico per quest'opera. Questo è ciò che sostiene l'apostolo, Versetto 19, in queste parole: Ha affidato a noi la parola di riconciliazione.

Sesto, che i ministri del vangelo devono comportarsi come messaggeri di Cristo, e devono seguire da vicino il loro incarico stabilito nella parola, Matteo 28:19,20; e quando lo fanno, devono essere accolti dal popolo come ambasciatori di Dio; poiché qui l'apostolo, a nome di tutti, dice: Siamo ambasciatori di Cristo, come se Dio vi supplicasse per mezzo nostro.

Settimo, che i ministri, con ogni serietà di affetti, devono trattare con la gente affinché riconoscano i propri peccati e la propria naturale inimicizia con Dio, sempre più seriamente; e affinché acconsentano al patto di grazia e all'accoglienza di Cristo sempre più sinceramente; e affinché diano evidenza sempre più chiara della propria riconciliazione, per mezzo di un comportamento santo dinanzi a Dio. Questo è ciò che sostiene quando dice: Vi supplichiamo di riconciliarvi con Dio.

Ottavo, che nel trattare affettuoso dei ministri con il popolo, questo deve considerare che ha a che fare con Dio e con Cristo, i quali gli chiedono, per mezzo dei ministri, di riconciliarsi. Ora, non può esservi maggiore stimolo per spezzare il cuore indurito di un peccatore, del fatto che sia Dio a chiedergli amicizia; poiché quando a noi, che abbiamo fatto tanti torti a Dio, converrebbe cercare l'amicizia di Dio, è lui che ce lo impedisce; e (oh meraviglia delle meraviglie!) ci chiede di accontentarci di riconciliarci con lui; e perciò, l'ira più temibile deve dimorare su coloro che si oppongono a questa richiesta, e non cedono quando odono i ministri con incarico, dire: Siamo ambasciatori di Cristo, come se Dio vi supplicasse per mezzo nostro: vi supplichiamo nel nome di Cristo, di riconciliarvi con Dio.

Nono, affinché si veda come sia che il patto di riconciliazione si stabilisca così facilmente fra Dio e un umile peccatore che fugge a Cristo, l'apostolo ci conduce alla causa di ciò, esposta nel patto di redenzione, il cui riassunto è il seguente: "È stato concordato fra Dio e il Mediatore Gesù Cristo, Figlio di Dio, garante dei redenti, come parti contraenti, che i peccati dei redenti siano imputati a Cristo innocente, e che questi sia condannato e messo a morte per essi, con questa stessa condizione, che chiunque acconsenta di cuore al patto di riconciliazione offerto per mezzo di Cristo, sarà, per l'imputazione della sua ubbidienza a lui, giustificato e considerato giusto dinanzi a Dio; poiché Dio fece sì che Cristo, che non conobbe peccato, fosse fatto peccato per noi, dice l'apostolo, affinché fossimo fatti giustizia di Dio in lui."

Perciò, un debole credente può fortificare la propria fede, ragionando da questo fondamento nel modo seguente:

"Colui che, per l'amorevole richiesta di Dio e di Cristo, a lui fatta per bocca dei ministri, (avendo essi un incarico a tale scopo,) ha abbracciato l'offerta della perpetua riconciliazione per mezzo di Cristo, e si propone, per la grazia di Dio, come persona riconciliata, di lottare contro il peccato, e servire Dio con la propria forza costantemente, può essere tanto certo che gli sarà data la giustizia e la vita eterna, per l'ubbidienza di Cristo a lui imputata, quanto è certo che Cristo fu condannato e messo a morte per i peccati dei redenti a lui imputati:

"Ma io (può dire il debole credente) per l'amorevole richiesta di Dio e di Cristo, a me fatta per bocca dei suoi ministri, ho abbracciato l'offerta della perpetua riconciliazione per mezzo di Cristo, e mi propongo, per la grazia di Dio, come persona riconciliata, di lottare contro il peccato, e servire Dio con la mia forza costantemente:

"Perciò, posso essere tanto certo che mi sarà data la giustizia e la vita eterna, per l'ubbidienza di Cristo a me imputata, quanto è certo che Cristo fu condannato e messo a morte per i peccati dei redenti a lui imputati".