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6. Per fortificare la fede dell'uomo

6. Per fortificare la fede dell'uomo

Somma della conoscenza salvifica di David Dickson e James Durham, con audio e PDF gratuito: trattato teologico riformato sul Vangelo e la salvezza

Per fortificare la fede dell'uomo che ha aderito al patto di grazia.

Poiché molti veri credenti sono deboli, e dubitano molto se mai saranno certi della solidità della propria fede e della vocazione efficace, o se saranno certi della propria giustificazione e salvezza, quando vedono che molti, che professano la fede, ingannano sé stessi; vediamo come ogni credente possa essere fortificato nella fede, ed essere certo della propria elezione e salvezza su basi solide, per mezzo di sicure garanzie, e vere evidenze di fede. A questo scopo, fra molte altre scritture, prendiamo le seguenti.

Per stabilire solide basi di fede, si consideri . Perciò, fratelli, cercate piuttosto di render sicura la vostra vocazione ed elezione, perché se fate queste cose, non cadrete mai.
In queste parole, l'apostolo ci insegna queste quattro cose, come aiuto e guida per fortificarci nella fede.

1. Che coloro che credono in Gesù Cristo e ricorrono a lui per liberarsi dal peccato e dall'ira, sebbene siano deboli nella fede, sono in verità figli dello stesso Padre degli apostoli; poiché così li considera, mentre li chiama fratelli.

2. Che sebbene non siamo certi, per il momento, della nostra vocazione ed elezione effettive, tuttavia possiamo esserne certi di entrambe, se poniamo diligenza; poiché egli lo presuppone, dicendo: Ponete diligenza nel render sicura la vostra vocazione ed elezione.

3. Che non dobbiamo scoraggiarci quando vediamo che molti credenti apparenti sono rami marci e disertano, ma dobbiamo piuttosto curare meglio noi stessi: Perciò, fratelli, dice egli, prestate piuttosto ogni attenzione.

4. Che il modo per essere certi della nostra vocazione ed elezione effettive, è rendere sicura la nostra fede, ponendone solidamente le basi, e producendo costantemente i frutti della nostra fede in una nuova ubbidienza: Perché se fate queste cose, dice, non cadrete mai; intendendo per queste cose ciò che aveva detto della fede solida, versetti 1, 2, 3, 4 (), e ciò che aveva detto della produzione dei frutti della fede, versetti 5, 6, 7, 8, 9 ().

A questo stesso scopo, si consideri . Ora dunque, nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, che non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Versetto 2 (). Poiché la legge dello Spirito di vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Versetto 3 (). Poiché ciò che la legge non poté fare, essendo debole a causa della carne, Dio, mandando il proprio Figlio in somiglianza di carne di peccato, e per il peccato, condannò il peccato nella carne; Versetto 4. Affinché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

Dove l'apostolo ci insegna queste quattro cose, per stabilire solidamente il fondamento della fede.

1. Che è un vero credente chiunque, nel senso del proprio peccato, e nel timore dell'ira di Dio, fugge per il pieno sollievo di entrambi a Gesù Cristo soltanto, come l'unico e tutto sufficiente Mediatore e Redentore degli uomini; ed essendo fuggito a Cristo, si sforza contro la propria carne, ossia l'inclinazione corrotta della natura, e si applica a seguire la regola dello Spirito di Dio, stabilita nella sua parola: poiché l'uomo, che l'apostolo qui benedice come vero credente, è un uomo in Cristo Gesù, che non cammina secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

2. Che tutte le persone che sono fuggite a Cristo, e che lottano contro il peccato, per quanto siano esercitate sotto il senso dell'ira e il timore della condanna, non sono in pericolo; poiché non vi è condanna (dice egli) per coloro che sono in Cristo Gesù, che non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

3. Che sebbene l'apostolo stesso, (portato qui come esempio) e tutti gli altri veri credenti in Cristo, siano per natura sotto la legge del peccato e della morte, ossia sotto il patto delle opere, (chiamata legge del peccato e della morte, perché lega su di noi il peccato e la morte, finché Cristo non ci liberi;) tuttavia la legge dello Spirito di vita in Cristo Gesù, ossia il patto di grazia, (così chiamato perché abilita e vivifica l'uomo a una vita spirituale per mezzo di Cristo,) libera l'apostolo e tutti i veri credenti dal patto delle opere, ossia dalla legge del peccato e della morte: cosicché ogni uomo può dire con lui: La legge dello Spirito di vita, ossia il patto di grazia, mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte, ossia dal patto delle opere.

4. Che la fonte e il primo fondamento, da cui scaturisce la nostra libertà dalla maledizione della legge, è il patto di redenzione, stabilito fra Dio e Dio Figlio incarnato, nel quale Cristo prende su di sé la maledizione della legge per il peccato, affinché il credente, che altrimenti non potrebbe essere liberato dal patto delle opere, ne sia liberato. E questa dottrina l'apostolo la sostiene in questi quattro rami: (1) Che era del tutto impossibile che la legge, ossia il patto delle opere, portasse giustizia e vita al peccatore, perché era debole. (2) Che questa debolezza e incapacità della legge, ossia del patto delle opere, non è colpa della legge, ma della carne peccaminosa, che non è capace di pagare la pena del peccato, né di dare perfetta ubbidienza alla legge, (presupponendo che i peccati passati fossero perdonati:) La legge era debole (dice egli) a causa della carne. (3) Che la giustizia e la salvezza dei peccatori, che era impossibile realizzare per mezzo della legge, si compie mediante l'invio del proprio Figlio di Dio, Gesù Cristo, nella carne, nella cui carne il peccato è condannato e punito, per soddisfare a favore degli eletti, affinché siano liberati. (4) Che per suo mezzo, la legge non perde nulla, poiché la giustizia della legge si adempie meglio in questo modo: prima, mediante la perfetta ubbidienza attiva di Cristo in nostro nome in ogni cosa; poi, mediante il suo pagamento in nostro nome della pena (dovuta ai nostri peccati) nella sua morte; e, infine, mediante la sua opera di santificazione in noi, che siamo veri credenti, che ci sforziamo di rendere una nuova ubbidienza alla legge, e non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.