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Atto di approvazione (Scozia, 1645)

Atto di approvazione (Scozia, 1645)

Direttorio per il culto pubblico dell'Assemblea di Westminster (1645), con audio e PDF gratuito: guida completa al culto pubblico riformato

CARLO I. Parl. 3. Sessione 5.

UN ATTO DEL PARLAMENTO DEL REGNO DI SCOZIA, che approva e stabilisce il DIRETTORIO per il Culto Pubblico. A EDIMBURGO, 6 febbraio 1645.

GLI STATI DEL PARLAMENTO ora riuniti, nella seconda sessione di questo primo Parlamento triennale, in virtù dell'ultimo atto dell'ultimo Parlamento tenuto da sua Maestà e dai Tre Stati, nell'anno 1641; dopo la pubblica lettura e la seria considerazione dell'atto sotto riportato dell'Assemblea Generale, che approva il seguente Direttorio per il culto pubblico di Dio nei tre regni, ultimamente uniti dalla Lega e dal Patto Solenni, insieme all'ordinanza del Parlamento d'Inghilterra che stabilisce detto Direttorio, e il Direttorio stesso; accettano di cuore e con gioia detto Direttorio, secondo l'atto dell'Assemblea Generale che lo approva. Il quale atto, insieme al Direttorio stesso, gli Stati del Parlamento, senza voce contraria, ratificano e approvano in tutti i suoi capi e articoli, e interpongono e aggiungono l'autorità del Parlamento al menzionato atto dell'Assemblea Generale. E ordinano che esso abbia la forza e il vigore di una legge e atto del parlamento, e che si esegua di conseguenza, per osservare detto Direttorio, secondo il menzionato atto dell'Assemblea Generale in ogni punto.

ALEX. GIBSON, Cler. Registri.

ASSEMBLEA A EDIMBURGO, 3 febbraio 1645, Sessione 10. Atto dell'ASSEMBLEA GENERALE della Chiesa di Scozia, per lo stabilimento e la messa in pratica del DIRETTORIO per il culto pubblico di Dio.

CONSIDERANDO che una felice unità e uniformità nella religione fra le chiese di Cristo, in questi tre regni, uniti sotto un unico Sovrano, essendo stata desiderata a lungo e fervidamente dai pii e ben disposti fra noi, fu proposta come articolo principale del grande trattato, senza il cui vincolo e baluardo, non si potrebbe sperare una pace sicura, ben fondata e duratura; e poi, con maggior forza e maturità, rivisse nella Lega e Patto Solenne dei tre regni; per cui essi sono strettamente obbligati a sforzarsi per la più stretta uniformità in una forma di governo della Chiesa, Direttorio di Culto, Confessione di Fede e Forma di Catechesi; il che è stato anche, prima e dopo che entrammo in quel Patto, oggetto di molte suppliche e proteste, e dell'invio di Commissari alla Maestà del Re; di dichiarazioni alle Onorevoli Camere del Parlamento d'Inghilterra, e di lettere alla Reverenda Assemblea dei Teologi, e ad altri del ministero della Chiesa d'Inghilterra; essendo anche il fine del nostro invio di Commissari, come si desiderava, da questa Chiesa, con l'incarico di trattare l'uniformità nei quattro punti sopra menzionati, con i comitati che dovevano essere nominati da entrambe le Camere del Parlamento d'Inghilterra, e dall'Assemblea dei Teologi riunita a Westminster; e oltre a tutto ciò, essendo, in coscienza, il principale motivo e fine della nostra avventura in molteplici e grandi pericoli, per spegnere la fiamma divorante della presente guerra innaturale e sanguinosa in Inghilterra, sebbene a indebolimento di questo regno dentro sé stesso, e a vantaggio del nemico che lo ha invaso; non considerando nulla troppo caro per noi, affinché questa nostra gioia si compisse. E ora che questa grande opera è tanto avanzata, che un Direttorio per il Culto Pubblico a Dio in tutti i tre regni è stato concordato dalle Onorevoli Camere del parlamento d'Inghilterra, dopo aver consultato i Teologi di entrambi i regni ivi riuniti, e inviato a noi per la nostra approvazione, affinché, essendo anche concordato da questa Chiesa e Regno di Scozia, possa essere in nome di entrambi i regni presentato al Re, per il suo reale consenso e ratifica; l'Assemblea Generale, avendo considerato, rivisto ed esaminato molto seriamente il Direttorio sopra menzionato, dopo varie letture pubbliche dello stesso, dopo molte deliberazioni, sia pubblicamente sia in comitati privati, dopo aver dato piena libertà a tutti di obiettare contro di esso, e di aver seriamente invitato tutti coloro che avessero qualche scrupolo al riguardo, a farlo conoscere, affinché potessero essere soddisfatti; concorda all'unanimità, e senza voce contraria, di approvare il seguente Direttorio, in tutti i suoi punti, insieme alla Prefazione ad esso allegata; ed esige, decreta e ordina che, secondo il chiaro tenore e il significato dello stesso, e con l'intenzione della Prefazione, sia osservato e praticato con cura e uniformemente da tutti i ministri e altre persone di questo regno a cui ciò concerna; questa pratica avrà inizio, non appena sia stato dato avviso ai diversi presbiteri dai Commissari di questa Assemblea Generale, i quali avranno anche cura speciale della tempestiva stampa di questo Direttorio, affinché sia fornita e conservata una copia stampata dello stesso per l'uso di ogni chiesa in questo regno; affinché anche ogni presbiterio abbia una copia stampata dello stesso per il proprio uso, e affinché si prenda nota speciale dell'osservanza o negligenza dello stesso in ogni congregazione entro i propri confini, e ne dia notizia all'Assemblea Provinciale o Generale, a seconda del caso. Sempre che la clausola del Direttorio sull'amministrazione della Cena del Signore, che menziona i comunicanti seduti attorno alla mensa o accanto ad essa, non sia interpretata come se, a giudizio di questa chiesa, fosse indifferente e libero per uno qualsiasi dei comunicanti il non accostarsi e ricevere alla mensa; o come se approvassimo la distribuzione degli elementi da parte del ministro a ciascun comunicante, e non da parte dei comunicanti fra loro. Si dispone anche che ciò non pregiudicherà l'ordine e la pratica di questa chiesa, nei punti che sono stabiliti nei libri di disciplina e negli atti delle Assemblee Generali, e che non sono altrimenti ordinati e stabiliti nel Direttorio.

Infine, l'Assemblea riconosce, con molta gioia e gratitudine, la ricca benedizione e l'inestimabile misericordia di Dio, nel condurre la tanto desiderata uniformità nella religione a un periodo così felice, che questi regni, un tempo così distanti nella forma del culto, sono ora, per la benedizione di Dio, condotti a un'uniformità più stretta di quella di qualsiasi altra chiesa riformata; il che è per noi il ritorno delle nostre preghiere, e un illuminarsi dei nostri occhi, e un ravvivarsi dei nostri cuori in mezzo alle nostre molte pene e sofferenze; un togliere, in gran misura, il rimprovero dal popolo di Dio, per chiudere le bocche dei malvagi e dei mal disposti; e un aprirci una porta di speranza, che Dio ha ancora verso di noi pensieri di pace, e non di male, per darci una fine sperata; nell'attesa e fiducia della quale ci rallegriamo; supplicando il Signore che preservi questi regni dalle eresie, dagli scismi, dalle offese, dalla profanità, e da tutto ciò che è contrario alla sana dottrina, e al potere della pietà; e che continui con noi, e con le generazioni seguenti, queste sue ordinanze pure e purificate, insieme a un accrescimento del potere e della vita delle stesse, per la gloria del suo grande nome, l'ampliamento del regno del suo Figlio, il rafforzamento della pace e dell'amore fra i regni, l'unità e la consolazione di tutto il suo popolo, e la nostra reciproca edificazione nell'amore.