Capitolo XXXI. Dei sinodi e concili
Capitolo XXXI. Dei sinodi e concili
Capitolo XXXI. Dei sinodi e concili | Revisioni della CFW - Standards di Westminster
I. Per il migliore governo, e per la maggiore edificazione della chiesa,
devono esservi assemblee quali sono comunemente chiamate sinodi o concili.
II. Come i magistrati possono legittimamente convocare un sinodo di ministri e altre persone idonee,
per consultarsi e ricevere consiglio in materia di religione,
così, se i magistrati sono nemici dichiarati della chiesa,
i ministri di Cristo, di propria autorità, in virtù del loro ufficio,
o insieme con altre persone idonee delegate dalle loro chiese, possono riunirsi in tali assemblee.
Revisione del 1788:
I. Per il migliore governo, e per la maggiore edificazione della chiesa,
devono esservi assemblee quali sono comunemente chiamate sinodi o concili;
e spetta ai sorveglianti e agli altri governanti delle chiese particolari,
in virtù del loro ufficio e del potere che Cristo ha dato loro per l'edificazione e non per la distruzione,
indire tali assemblee e riunirsi in esse tanto spesso quanto giudicheranno opportuno per il bene della chiesa.
Che cosa cambiò e quando. Nel 1788 fu soppresso per intero il paragrafo II e fu aggiunta al paragrafo I la frase in grassetto. Perciò il capitolo ha cinque paragrafi nel testo del 1647 e soltanto quattro in quello riveduto: gli antichi III, IV e V diventano il 2, il 3 e il 4.
Perché. È la conseguenza necessaria del cambiamento nel capitolo XXIII. Se il magistrato non può più convocare sinodi, bisogna dire chi li convoca: i governanti della chiesa stessa, e soltanto loro.
Su che cosa si fondava il testo del 1647. Per la convocazione da parte del magistrato, l'Assemblea cita fra gli altri Isaia 49:23, 2 Cronache 19:8-11 e Matteo 2:4,5; per la riunione dei ministri di propria autorità, Atti 15:2,4,22,23,25.
Che cosa mostra questo cambiamento. Qui la distanza tra i due testi è minore di quanto sembri, e bisogna dirlo.
La stessa Chiesa di Scozia, nell'approvare la Confessione nel 1647, dichiarò di intendere questo paragrafo
«soltanto delle chiese non assestate, o non costituite quanto al governo»:
in una chiesa già costituita, i sinodi si riuniscono per il potere che Cristo le ha dato, senza attendere la convocazione del magistrato.
Lo si può leggere nell'atto di approvazione, che in questo sito accompagna la Confessione.
In questo la revisione del 1788 non dice nulla che la Scozia non avesse già detto.
Ciò che la revisione elimina è il resto: che, dove la chiesa è ancora da riformare o da costituire,
il magistrato possa convocare un sinodo per chiedergli consiglio.
E quello fu esattamente il caso dell'Assemblea di Westminster, convocata dal Parlamento d'Inghilterra nel 1643,
come prima lo erano stati dal potere civile il Concilio di Nicea o il Sinodo di Dordrecht.
Con il testo riveduto, l'assemblea che redasse la Confessione non avrebbe potuto riunirsi nel modo in cui si riunì.
Ciò che si perde, dunque, è l'idea che la riforma della Chiesa sia una faccenda pubblica, che riguarda la nazione e coloro che la governano.
Al suo posto resta l'altra: che la religione è una faccenda interna di ciascuna chiesa.